Persegui obbiettivi ambiziosi
Persegui obbiettivi ambiziosi

Persegui obiettivi ambiziosi.

Avevo sempre avuto un sogno: poter dare a mia madre una vita serena e tranquilla.

Fin dalla nascita mi ritrovai sola con mia madre. Mio padre non era presente nemmeno al momento del mio riconoscimento in ospedale, poiché, pochi mesi prima del parto, aveva incontrato un’altra donna. Di lui conoscevo solo il nome completo e lo avevo visto in qualche foto di sfuggita, ma non avevo mai avuto l’intenzione di cercarlo.

Ero sempre stata una bambina molto gioiosa che ignorava i problemi. Ogni volta che mi trovavo di fronte a qualsiasi ostacolo, facevo finta di niente e proseguivo per la mia strada. Desideravo solo ridere e giocare con i miei amici.

Ero troppo piccola per comprendere le difficoltà che mia madre stava affrontando.

Ci furono notti in cui non tornava a casa per poter fare doppi turni in ospedale e garantirci un pasto caldo. Ricordo perfettamente la zia Margherita che, negli anni successivi, scoprii essere una semplice babysitter, mentre mi leggeva favole per farmi addormentare.

A tavola, non chiedevano mai a mia madre come stesse o come fosse andata al lavoro. Ero l’unica a parlare senza sosta, raccontandole del mio mondo immaginario, di come andavo all’asilo e delle mie nuove amichette. Lei, invece, rimaneva immobile, con gli occhi stanchi.

Arrivati ai tredici anni, la mia mente sviluppò le capacità necessarie per rendermi conto della nostra condizione economica e di come mia madre consumasse un caffè dopo l’altro per cercare di rimanere sveglia e prepararmi la colazione calda.

Iniziai a non guardarla più con gli stessi occhi innocenti e inconsapevoli. Cominciai a osservarla con tenerezza, gratitudine e un enorme senso di colpa per non poterla ancora aiutare.

Ero convinta che, se non fossi nata, probabilmente avrebbe avuto la vita dei suoi sogni. Avrebbe potuto trasferirsi dove desiderava, evitando tutte quelle ore estenuanti per pagare le spese che una figlia richiede, oltre all’affitto e alle bollette.

Avrei solo voluto cambiare ogni cosa.

Nonostante la mia giovane età, feci un patto con me stessa: avrei avuto una vita così dignitosa da potermi permettere tutto ciò che desideravo e garantire a mia madre la stessa vita a mie spese.

Quello divenne il mio obiettivo: per una ragazzina di tredici anni, era molto ambizioso.

Oggi ho ventidue anni e sto cominciando a guadagnare abbastanza soldi da poter pagare l’affitto e le bollette senza far lavorare mia madre. Non ho ancora deciso in quale appartamento trasferirmi, non perché non abbia i soldi, ma perché sto adottando la tecnica del risparmio imparata nei due anni precedenti: metà di ciò che guadagno lo metto da parte e l’altra metà la spendo.

Sono arrivata a intraprendere questo cammino grazie a una mia amica già nel settore.

Un gruppo meraviglioso chiamato Leader di Valore Academy.

Mi sento in una grande famiglia e lavorare è per me la cosa più bella del mondo. Amo il mio lavoro e per questo ho sempre più voglia di mettermi in gioco, imparando ogni segreto della vendita diretta.

Ho anche cominciato a leggere il libro su come è stato fondato l’Academy: Vendita da K.O.

Dove Ray racconta i segreti per essere un buon venditore e una parte della sua vita, e di come ha rimesso in sesto se stesso e la sua famiglia. Mi sono ritrovata molto nella sua storia e forse è per questo che lo stimo tantissimo.

Persegui obiettivi ambiziosi per raggiungere tutto ciò che ti sei prefissato.

Persegui obbiettivi ambiziosi.

Rebe – Staff Leader di Valore

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